ARCHITETTURA E TERRITORIO
La città offre ai visitatori svariati itenerari e percorsi a tema: dalla storia all'ambiente, dall'archeologia alla religione, dalla città romana a quella medioevale, fino all'architettura moderna, senza tralasciare gli aspetti eno-gastronomici o naturalistici.
L'Historia I, 15 di Vellejo Patercolo indica il 100 a.C. come anno di fondazione di Eporedia, sotto il sesto consolato di Caio Mario. Plinio il Vecchio interpreta il nome della città facendo riferimento al termine Eporedici, con cui i Galli indicavano abili domatori di cavalli.
Durante la dominazione romana Eporedia si arricchì di monumenti importanti: foro, teatro, anfiteatro, tempio, acquedotto, ponti.
Nel XIV secolo dopo alterne fasi di concorrenza tra Savoia e Monferrato, Ivrea diventò la base di tutta la dominazione sabauda nel Canavese. L'impianto urbano della città è di tipo medioevale sebbene conservi ancora tracce del cardo e del decumano di Eporedia.
Tra i numerosi edifici di interesse si segnalano la chiesa di Santa Maria Assunta (Duomo, XI-XIX secolo) ed il Castello (XIV sec.) voluto da Amedeo VI di Savoia, il Conte Verde.
Rivolgendo lo sguardo alla parte più concreta ed inalterabile dell'eredità proveniente da una stagione di grande operosità -quella legata all'Olivetti- troviamo l'insieme delle realizzazioni architettoniche ed urbanistiche, realizzate ad Ivrea e nel Canavese, la maggior parte delle quali presenta ancora il suo aspetto originario.
Tra i vari edifici di architettura moderna ad Ivrea si segnalano le Officine Olivetti progettate da Figini e Pollini (1934-1962) ed il quartiere Castellamonte con le case per gli impiegati (1941-1955).
La particolare varietà del territorio - la Dora Baltea, la Serra morenica, i suoi laghi, i boschi e la campagna - rende il Canavese unico e nel contempo adatto a qualsiasi tipo di turismo: percorsi eno-gastronomici per chi vuole "assaggiare" i piatti e i prodotti tipici del Piemonte; rinomati itinerari naturalistici, escursioni a piedi o in mountain bike, per chi vuole raggiungere mete "alternative".
Il passaggio di un tratto della Via Francigena lungo la Serra è di particolare interesse per coloro che vogliono ripercorrere gli antichi itinerari religiosi, dei pellegrinaggi verso Roma, o scoprire, immersi nel verde di queste colline, i resti delle architetture romaniche (campanili e chiese) testimoni, unici in provincia di Torino, di quegli storici passaggi.
Naturalmente, non possiamo dimenticare che il Canavese, nel Medioevo, è stato scenario di numerosi scontri e battaglie per la dominazione del territorio. A ricordarcelo, i numerosi ed incantevoli castelli, le dimore signorili, le fortificazioni, i borghi.
La Via Francigena è la strada che percorrevano i viandanti provenienti da tutta l'Europa e diretti in pellegrinaggio verso Roma, sede del Papato e Città Santa. I realtà non si tratta di un tracciato vero e proprio, ma di un "territorio-strada" che segue idealmente il percorso medioevale.
A memoria di questi passaggi, immersi (a volte: nascosti) nel verde della Serra morenica, rimangono i resti dei campanili e delle chiese romaniche, probabili punti di passaggio e sosta.
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